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Cosa avrebbe fatto Joseph Beuys, sostenitore della tesi “ogni uomo è un artista” se avesse avuto a disposizione il WEB? Probabilmente avrebbe supportato il movimento Maker per realizzare il proprio obbiettivo.

Tra il 1965 e il 1986 (anno della scomparsa del maestro) Beuys creò più di 600 multipli che lui stesso definì come vehicle art, “idee e memorie permanenti, punti di riferimento, monumenti trasportabili”.
“ … Per comunicare, l’uomo si serve del linguaggio, usa gesti, oppure la scrittura, o traccia un segno sul muro, o prende la macchina da scrivere e ne tira fuori delle lettere. Insomma usa dei mezzi. Quali mezzi usare per un’azione politica? Io ho scelto l’arte. Fare arte è dunque un mezzo per lavorare per l’uomo nel campo del pensiero … Questo è il lato più importante del mio lavoro. Il resto, oggetti, disegni, azioni, viene in seconda linea. In fondo non ho molto a che fare con l’arte. L’arte mi interessa solo in quanto mi dà la possibilità di un dialogo con l’uomo”. 
Con una pratica inedita Beuys ha prima di tutto dilatato i confini del ristretto concetto di arte tradizionale, secondo cui la creatività umana non può più essere circoscritta alla sola arte ma include altri tipi di discipline, in primo luogo la politica e l’economia, e con esse tutte le problematiche sociali che necessitano di una reale e radicale trasformazione.
Negli ultimi venti anni Joseph Beuys si serve di due armi a propaganda del suo pensiero e della sua attività: la voce e l’immagine fotografica. Spesso queste si intrecciano sino a formare una linea strategica che, attraverso la collaborazione, mira a un solo risultato: il miglioramento della vita dell’uomo e della natura sul pianeta Terra.
L’arte diventa moltiplicata per molti che la fanno e la ricevono, un veicolo che trascina un dialogo ininterrotto di idee e pensieri di trasformazione, di miglioramento: multipli, manifesti, cartoline diventano, a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, un vero e proprio grande e pacifico arsenale di propaganda della scultura sociale e del concetto ampliato di arte. In assoluto, come il più grande che un artista abbia mai realizzato, e al tempo stesso la più grande metafora del linguaggio, della parola e dello scambio che la sua opera abbia offerto.
Sono 557 i multipli che Beuys ha prodotto dal 1965 al 1986, molti con tirature altissime, a volte 1’000, 5’000, 10’000 o 12’000 o addirittura a tirature illimitate, una formula unica per il mercato dell’arte che viene sottoposto a una vera e propria torsione e invasione di oggetti, fotografie, immagini, idee e pensieri, anche per sviluppare una democratizzazione del mercato stesso. Per Joseph Beuys questi veicoli moltiplicati costituivano idee e memorie permanenti. I suoi pensieri si trasformavano in multipli, raggiungendo le case, la vita, la coscienza della gente in una maniera semplice, non dogmatica, come “un gioco, una specie di sostegno per la memoria”, come “costellazioni dove si possono trovare molte cose”. Infatti, nei multipli Beuys perifrasa tutti i contenuti e le forme delle sue opere maggiori a partire dalle sue Azioni e terminando alla sua attività politica.