Glossario

SPIN-OFF

Scritto anche spin off o spinoff, è un termine inglese traducibile con “derivativo” o “derivato”, che alla lettera significa “ruotato via”, “al di fuori”, con riferimento astratto a un elemento che si diparte da un corpo principale a causa della forza centrifuga dello stesso, corpo principale inteso come ancora rotante/attivo/vivo.

MOTHERBOARD

La scheda madre o scheda di sistema, anche conosciuta con i termini inglesi motherboard (“scheda madre”) o mainboard (“scheda principale”), abbreviata MB, M/B, mobo, è una parte fondamentale di un moderno personal computer: sotto forma di scheda elettronica principale raccoglie in sé tutta la circuiteria elettronica e i collegamenti di interfaccia tra i vari componenti interni principali del PC comprendendo quindi anche i bus di espansione e le interfacce verso le periferiche esterne. È responsabile dunque della trasmissione e temporizzazione corretta di molte centinaia di segnali diversi, tutti ad alta frequenza e sensibili ai disturbi, tra processore e periferiche interne e viceversa. La sua buona realizzazione è quindi un fattore chiave per le prestazioni e l’affidabilità dell’intero computer.

STORYTELLER

Lo storytelling è l’atto del narrare, disciplina che utilizza i principi della retorica e della narratologia. È dunque una metodologia che usa la narrazione come mezzo creato dalla mente per inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo una logica di senso. Nello storytelling, l’atto del narrare si ritrova nell’esperienza umana e si può rappresentare in varie forme che connettono pensiero e cultura. Il discorso narrativo permette di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto. Quindi il pensiero narrativo organizza l’esperienza soggettiva e interpersonale, mentre il discorso narrativo rende possibile la riflessione. È un processo interattivo poiché il discorso narrativo rende possibili interpretazioni molteplici per i soggetti in una certa storia. Attraverso lo storytelling cerchiamo di “mettere ordine”e di dare un senso attivo alle nostre caotiche esperienze quotidiane: così il nostro “vissuto umano” prende forma, diviene comunicabile, comprensibile e può essere ricordato.

ECUMENISMO

L’ecumenismo è il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. La parola deriva dal termine greco oikouméne, che indica in origine la parte abitata della Terra; la scelta indica come una sorta di indirizzo nella ricerca di una sempre più stretta collaborazione e comunione tra le varie chiese cristiane che abitano il mondo.

TRADIZIONE ORALE

È il sistema di trasmissione del patrimonio culturale in un gruppo umano esercitato per via verbale, senza l’utilizzo della scrittura. Dall’epoca in cui si sviluppò il linguaggio, l’oralità si è subito imposta come sistema privilegiato per comunicare il sapere, in virtù della sua diffusione e rapidità d’uso. Ogni generazione tramanda alle successive, innanzitutto, gli strumenti e gli oggetti che ha creato o perfezionato (cultura materiale), poi le pratiche e i comportamenti tipici che si apprendono anche senza l’uso della parola, come l’agricoltura o l’allevamento e, infine, i valori e gli ideali che guidano l’agire dell’uomo e animano le sue relazioni.

UMANESIMO

L’umanesimo è un movimento ideologico-culturale che afferma la dignità degli esseri umani, iniziato nel XV secolo in Italia e diffusosi in tutta l’Europa. Ha come caratteristica principale la riscoperta dell’uomo attraverso la ricerca e la letteratura dei classici latini e greci. humanae litterae o studia humanitatis, da cui appunto trae origine il termine “Umanesimo”. Nella visione umanista e rinascimentale, l’uomo è posto al centro dell’universo ed è considerato artefice e padrone del proprio destino, non più sottomesso al potere della Chiesa. Si diffonde una grande fiducia nell’intelligenza umana; si esaltano la dignità dell’uomo, la sua superiorità sugli altri esseri naturali, le sue capacità creative. Inoltre si afferma il concetto di humanitas, inteso come la voglia di conoscenza che distingue l’uomo da tutti gli altri esseri animati.

MECENATI CONTEMPORANEI

Il mecenatismo è il sostegno ad attività artistiche e culturali e nei confronti degli stessi artisti coinvolti in tali attività. Chi sostiene queste attività è detto mecenate (dal nome di Gaio Cilnio Mecenate, 68 a.C. – 8 d.C.). In passato il mecenatismo si manifestava in forma di sostegno economico e materiale da parte di sovrani e signori nei confronti di artisti i quali, a fronte della relativa libertà di produrre le proprie opere, usavano contraccambiare tale sostegno svolgendo incarichi di tipo cancelleresco, oppure ponendo la propria arte al servizio dei loro benefattori. Il Mecenate eponimo fu un influente consigliere dell’imperatore romano Ottaviano Augusto, che formò e sostenne un circolo di intellettuali e poeti e li sostenne nella loro produzione artistica. Nel Rinascimento italiano il mecenatismo è collegato al fenomeno della magnificenza. Tra gli esempi più noti di mecenatismo vi è quello dei Medici, che sostennero e patrocinarono numerosi artisti al fine di dare lustro alla propria casata: Cosimo il Vecchio (1389-1464) e suo nipote Lorenzo il Magnifico (1449-1492) radunarono a corte i migliori artisti, letterati, umanisti e filosofi del loro tempo. Si parla di mecenatismo anche riferendosi al sostegno ad attività come il restauro di monumenti o attività sportive, o per indicare un finanziatore di iniziative imprenditoriali con caratteristiche innovative e di rischio dalle quali non si aspetta un ritorno finanziario diretto.

ARTE RELAZIONALE

L’Arte relazionale è una forma d’arte contemporanea sviluppatasi attorno alla metà degli anni Novanta e che prevede la partecipazione del pubblico fruitore alla costruzione o alla definizione dell’opera di cui fruisce. Si tratta di un’arte delle spiccate caratteristiche politiche e sociali, al cui centro gravita la visione dell’uomo come animale anzitutto creativo. L’artista relazionale, abbandonando la produzione di oggetti tipicamente estetici, si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del fruitore trasformando l’oggetto d’arte in un luogo di dialogo, di confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l’opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell’altro, l’incontro. Nel mondo contemporaneo, caratterizzato dalla comunicazione di massa e dalla progressiva omologazione della tipologia dei rapporti interpersonali ed economici, l’opera cosiddetta relazionale svolge la funzione di interstizio, uno spazio in cui si creano alternative di vita possibili.

SOSTANZA

“E sostanza [οὐσία] è il sostrato [ὑποκείμενον], il quale, in un senso, significa la materia (dico materia ciò che non è un alcunché di determinato in atto, ma un alcunché di determinato solo in potenza), in un secondo senso significa l’essenza e la forma (la quale, essendo un alcunché di determinato, può essere separata con il pensiero), e, in un terzo senso, significa il composto di materia e di forma […]”

(Aristotele, Metafisica, VII, 1042a, traduzione di G. Reale)

In filosofia per sostanza, dal latino substantia, ricalcato dal greco ὑποκείμενον (hypokeimenon), letteralmente traducibile con “ciò che sta sotto”, si intende ciò che è nascosto all’interno della cosa sensibile come suo fondamento ontologico. La sostanza è quindi ciò che di un ente non muta mai, ciò che propriamente e primariamente è inteso come elemento ineliminabile, costitutivo di ogni cosa per cui lo si distingue da ciò che è accessorio, contingente, e che Aristotele chiama accidente. Per sostanza, in altre parole, si intende ciò che è causa sui, ovvero ha la causa di sé in se stessa e non in altro.

MATERIA

Il termine materia (dal latino materia o materies), che corrisponde nei suoi significati al greco hyle (letteralmente “selva” e quindi “legna”, “legname” e per estensione “materiale da costruzione”) è usato in filosofia da Platone e da Aristotele; quest’ultimo lo intende

  • come ciò che permane come sostrato nel divenire dei mutamenti
  • come principio di individuazione: la materia cioè come ciò che interviene attivamente facendo sì che un ente sia differente da tutti gli altri enti che pure hanno in comune con quello la stessa natura.

FORMA

In filosofia il termine forma è solitamente contrapposto a materia o contenuto. Il concetto risale alla filosofia greca antica che usa i termini μορφή (morphé, forma sensibile), σχήμα (skhēma, modo in cui una cosa si presenta), είδος (èidos, forma intelligibile)

FRATTALE

Un frattale è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna: si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale. Questa caratteristica è spesso chiamata auto similarità oppure autosomiglianza. Il termine frattale venne coniato nel 1975 da Benoît Mandelbrot nel libro Les Objects Fractals: Forme, Hazard et Dimension per descrivere alcuni comportamenti matematici che sembravano avere un comportamento “caotico”, e deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione anche non intera.

OMOTETIA

In matematica, in particolare in geometria, un’omotetia (composto dai termini greci omos = “simile” e tìthemi = “metto”) è una particolare trasformazione geometrica del piano o dello spazio, che dilata o contrae gli oggetti, mantenendo invariati gli angoli ossia la forma (nel senso intuitivo del termine).

GRUPPO SOCIALE E MENTE COLLETTIVA

Secondo l’antropologo Claude Lévi – Strauss, fenomeni socio-culturali non sono spiegabili come espressioni di istinti o di scelte individuali volontarie o consapevoli, ma in termini di rappresentazioni collettive. I concetti basilari della religione, come Dio, anima, spirito o totem, hanno la loro origine nell’esperienza con cui gli uomini avvertono la forza e la maestà del gruppo sociale e sono il prodotto.

AUTORE

L’autore (dal latino auctor, derivato dallo stesso tema di auctus, participio passato del verbo augeo “aumentare”, ma anche dalla radice di auctoritas, “autorità”) è l’iniziatore di qualcosa, “colui che fa aumentare” l’insieme dello scibile e del fruibile. In letteratura, per autore si intende il creatore dell’opera letteraria, colui che ne concepisce il disegno nella propria mente. Non si tratta necessariamente di colui che scrive materialmente il testo, né va confuso con il narratore. Il concetto filosofico fondamentale che sta dietro la nozione d’autore è, secondo Michel Foucault, la trandiscorsività, l’opportunità di fondare la possibilità e la regola di formazione di altri discorsi, in un continuo rimando di senso che attraversa discorsi prima e dopo la vita singola dell’autore stesso, vuoi per analogia, vuoi per differenza. Più che l’autore come persona, è la “possibilità indefinita del discorso” che sovrasta l’opera dalla parte dell’autore, mentre lo fa scomparire nei “modi di circolazione, valorizzazione, attribuzione e appropriazione dei discorsi” variabili e modificabili in culture diverse.

DMITRIJ MENDELEEV

Dmitrij Ivanovič Mendeleev (Tobol’sk 1834 – San Pietroburgo 1907) è stato un chimico russo, accreditato come inventore della tavola periodica degli elementi. Nel 1868 iniziò la sistematizzazione di tutte le informazioni dei 63 elementi chimici allora noti. Ordinando le carte con le caratteristiche degli elementi, si accorse che le loro proprietà chimiche si ripetevano periodicamente. Sistemò i 63 elementi conosciuti nella sua tavola e lasciò tre spazi vuoti per gli elementi ancora sconosciuti, prevedendo quindi l’esistenza di altri elementi e descrivendone anche le proprietà chimiche e fisiche con impressionante precisione: pochi anni dopo vennero scoperti gli elementi scandio, gallio e germanio, che occuparono quei posti vuoti, Nel 1894 formulò le norme tecniche per la produzione della vodka, ancora oggi valide, fissandone la gradazione a 40°. Inoltre favorì l’introduzione del sistema metrico decimale in Russia, investigò la composizione dei giacimenti petroliferi e favorì la costruzione della prima raffineria in Russia.

BIOS

In informatica BIOS (Basic Input-Output System) è un insieme di routine software, generalmente scritte su memoria ROM, FLASH o altra memoria non volatile, che fornisce una serie di funzioni di base per l’accesso all’hardware del computer e alle periferiche integrate nella scheda-madre da parte del sistema operativo e dei programmi.

ATELIER

Atelier è una parola francese che significa laboratorio. Il termine, per estensione, indica lo studio nel quale lavora il pittore, realizzando e conservando le proprie tele, generalmente sorrette da cavalletti. L’atelier (o bottega) è stato il luogo di lavoro più comune per gli artisti europei dal medioevo fino al XIX secolo. Specialmente dalla fine dell’Ottocento la pittura “in atelier” è stata contrapposta alla pittura “en plein air”, ovvero praticata all’aperto; la pittura en plein air era l’unica ammessa dai pittori impressionisti – in particolare da Pissarro, Monet, Sisley e Renoir, mentre era rifiutata da Degas – perché era l’unico mezzo per cogliere ogni particolare sfumatura della luce naturale, oltre che il più comodo per la realizzazione di paesaggi. La stessa parola ha assunto col tempo altri significati analoghi, indicando lo studio del fotografo, dello stilista e dell’artista in generale.

FRAMMENTO

Filologicamente, un frammento è una frase o porzione di testo largamente “corrotto” o lacunoso sulla quale si cerca di ricostruire l’opera originaria oppure il pensiero dell’autore. Il frammento, assieme ovviamente all’opera eventualmente pervenuta completa, è una fonte primaria.

Si utilizza il termine frammento:

  1. Quando si voglia indicare che le tavolette scolpite, le pitture murali, i codici di pergamena, i rotoli di papiro o le pagine di un volume sono”corrotte” perché sbiadite o mutilate (frammenti originali o frammenti propriamente detti).
  2. Quando si faccia riferimento a citazioni parziali di un autore presenti nell’opera di un altro autore. Non è infatti insolito trovare citazioni letterali (in lingua originale o tradotte) e parziali di un’opera – di cui non si hanno altre fonti – all’interno di uno scritto ( spesso, per ironia della sorte, di valore letterario o storico inferiore). In questo caso si parla di metodo “indiretto” di acquisizione di un frammento.

DIVIDE ET IMPERA

Divide et impera (in latino letteralmente «dividi e comanda») è una locuzione latina attribuita a Filippo il Macedone, tornata oggi in uso, secondo cui il migliore espediente di un’autorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie. In politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell’opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune o che, unendosi, possa formare un nuovo e unico centro di potere più rilevante e pericoloso. Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei campi specifici: storia e scienze politiche, psicologia e, nella fattispecie, politica.

RAM

La RAM, acronimo dell’inglese Random Access Memory, ovvero memoria di accesso casuale, è un tipo di memoria informatica caratterizzata dal fatto di permettere l’accesso diretto a qualunque indirizzo di memoria con lo stesso tempo di accesso.

SOCIAL IDENTITY THEORY

La Social Identity Theory (SIT), sviluppata primariamente in Inghilterra da Henri Tajifel e John C. Turner a partire dagli anni Settanta del XX secolo, rappresenta uno dei principali modelli esplicativi di mesolivello della psicologia sociale, sia per gli approcci di social cognition che per la comprensione delle dinamiche funzionali intergruppi. La forte tendenza degli esseri umani a creare distinzioni “noi/loro” nel contesto delle relazioni intergruppi emerse da questi esperimenti come un processo psicologico istintivo, automatico e immediato. La SIT concettualizza il gruppo come luogo di origine dell’identità sociale: nell’uomo è spontanea la tendenza a costituire gruppi, a sentirsene parte ed a distinguere il proprio gruppo di appartenenza da quelli di non-appartenenza, elicitando consequenzialmente dei meccanismi di bias cognitivo ed un comportamento di favoritismo per il proprio gruppo. Secondo la SIT, l'”identità sociale” dell’individuo si costruisce attraverso la categorizzazione, l’identificazione e il confronto sociale tra il proprio gruppo e gli altri.

ARTE PUBBLICA

Con la denominazione di arte pubblica (in inglese, public art) si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell’arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città. Portare l’arte sul territorio pubblico rappresenta l’occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l’ambiente cittadino. È evidente che, per la sua modalità pubblica, l’opera d’arte deve possedere le caratteristiche di riconoscibilità e di collocabilità nel tessuto urbano, e quindi fare i conti con il contesto paesaggistico, territoriale e in definitiva urbanistico nel senso più completo del termine. Questi fattori rendono estremamente complicata la progettazione di opere pubbliche in quanto l’artista deve tenere conto della situazione reale in cui va a intervenire.

NETWORK

Un network consiste in un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia, in antropologia, in etologia. L’analisi delle reti sociali, ovvero la mappatura e la misurazione delle reti sociali, può essere condotta con un formalismo matematico usando la teoria dei grafi. In generale, il corpus teorico e i modelli usati per lo studio delle reti sociali sono compresi nella cosiddetta social network analysis. La ricerca condotta nell’ambito di diversi approcci disciplinari ha evidenziato come le reti sociali operino a più livelli (dalle famiglie alle comunità nazionali) e svolgano un ruolo cruciale nel determinare le modalità di risoluzione di problemi e i sistemi di gestione delle organizzazioni, nonché le possibilità dei singoli individui di raggiungere i propri obiettivi.

MONUMENTO

Un monumento (dal latino monumentum, “ricordo”, da monère, “ricordare”) è un’opera architettonica di grande valore artistico e storico. Il termine in origine indicava solamente delle strutture che rendevano omaggio a un personaggio storico o a un avvenimento, ma per estensione oggi il significato comprende anche tutte le costruzioni storiche di una città o di un Paese. Anticamente, i monumenti principali erano quelli funerari e, durante l’Impero romano, quelli dedicati agli imperatori e alle loro imprese. Si trattava di statue o obelischi. Recentemente, il termine è passato anche ad indicare dei luoghi naturali di straordinaria bellezza o interesse scientifico. Secondo la Convenzione UNESCO del 1972, i monumenti sono “opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale sotto l’aspetto storico, artistico o scientifico”.

PANGEA

In paleogeografia, Pangea (dal greco antico pan. “tutto”, e Gaia, “terra”, cioè “tutta la terra”) è il supercontinente si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico. La Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo della tettonica delle placche, dando luogo ad altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud). Dall’ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.

Il nome “Pangea” fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti.

WORK IN PROCESS

L’acronimo WIP, che sta per Work In Process (ossia, tradotto dall’inglese, materiale in corso di lavorazione), è un termine tecnico usato per indicare il numero di pezzi (o di lotti) che vengono lavorati contemporaneamente all’interno di un sistema produttivo. Si tratta del materiale in uscita da una fase del processo di lavorazione in attesa di essere trattato da quella successiva. Questo parametro può essere utilizzato come indicatore per valutare le prestazioni del sistema: a parità di lotti prodotti, si preferisce la soluzione che corrisponde al più basso livello di WIP; l’azienda in questo modo può ridurre i costi dovuti all’immobilizzazione delle giacenze di materie prime e di semilavorati. Tra le tecniche di controllo del flusso di materiale, il CONWIP si rivela una delle più efficaci per mantenere il livello di WIP più basso possibile.

BIENNALE DI VENEZIA

La Biennale di Venezia è una tra le più importanti e prestigiose manifestazioni internazionali d’arte contemporanea al mondo, organizzata ogni due anni dall’ente Biennale di Venezia. La prima Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia venne inaugurata nel 1895, e subito annoverata tra le più importanti rassegne d’arte europee, al fine di stimolare l’attività artistica e il mercato dell’arte nella città di Venezia e nell’unificato stato italiano. Ancora oggi la Biennale continua a mantenere un grande prestigio e svolgere una funzione di informazione e aggiornamento puntuale per il grande pubblico, con un ruolo assai importante nel contribuire a valorizzare nuove tendenze, a sdoganare artisti emergenti e a consacrare definitivamente artisti di riconosciuta qualità. Per la maggior parte degli artisti italiani e stranieri essere invitati alla Biennale rappresenta tuttora un grande titolo di merito e una tra le più importanti occasioni per accedere a una vetrina internazionale.

RITRATTO

Il ritratto è una rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze e sembianze. Il termine si riferisce propriamente a un’opera artistica (pittura, scultura, disegno, fotografia o anche, per estensione, una descrizione letteraria) e in un certo senso limita le possibilità creative dell’artista, per mantenere l’attinenza con il soggetto dal vero: forse per questo alcuni artisti non si vollero mai adattare a praticare il ritratto (come Michelangelo). Il ritratto non è una mera riproduzione meccanica delle fattezze umane, ma vi entra comunque in gioco la sensibilità dell’artista, che le interpreta secondo il suo gusto e la sua arte. Vi sono stati artisti che hanno ampiamente praticato il ritratto e intere civiltà che lo hanno rifiutato quale “figura cavata dal naturale” (come l’arte greca arcaica e classica). La presenza o assenza del ritratto fisiognomico presso determinate civiltà (che pure possiedono mezzi artistici sufficienti per produrne) non è una semplice questione di gusto: vi entrano in gioco particolari condizioni mentali e ideologiche delle società in cui gli artisti si trovano a operare.

CURATORE D’ARTE

Un curatore d’arte (dal latino: “cura”) è un professionista che si occupa di tutti gli aspetti relativi all’organizzazione di un’esposizione artistica, con responsabilità in merito a contenuti, allestimenti, organizzazione, promozione e gestione finanziaria. Si distinguono due tipologie di curatore: il curatore istituzionale, che lavora per conto di istituzioni quali musei, enti culturali, gallerie, fondazioni; e il free-lance, che oggi potremmo definire come critico fiduciario: una sorta di agente che si dedica ad un percorso critico, alla scoperta di nuovi talenti da introdurre nel mercato dell’arte. Il curatore può seguire diverse strategie curatoriali, adottando un metodo pragmatico o idealista, un approccio scientifico (basato su modelli storici) o creativo (basato su connessioni libere tra le forme d’arte). Può anche scegliere fra diversi modelli espositivi, a impianto tradizionale o supportati da alta tecnologia, o ancora optando per un’installazione di tipo didattico, anche con materiali stampati e relative schede di documentazione.