The Other Side of Russia

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The Other Side of Russia | The Face and the Soul

Project Description

Mazzotta Art Selection e Cashmere & Silk hanno il piacere di presentare il progetto “The Other Side of Russia. The Face and the Soul”, in concomitanza con la Fourth Moscow Biennale of Contemporary Art “REWRITING WORLDS”, curata da Giuseppe Backstein (direttore artistico) e Peter Weibel (curatore del progetto principale).
L’opera, un’installazione work-in progress, prodotta e diretta dal 2009 da Leonardo Rotatori, e da Victoria Saava, e realizzata da Omar Galliani, è stata presentata in una fase non definitiva presso il Palazzo Barbarigo Minotto di Venezia (29 giugno – 18 Agosto 2011). Dal 28 settembre l’opera sarà completata ed esposta a Mosca alla K35 Art Gallery, quale progetto italiano parallelo della quarta edizione della Biennale d’Arte contemporanea.

L’imponente “art-object-project” rappresenta un’investigazione dettagliata della società Russa, delle sue protagoniste femminili e della “verità assoluta” di una comunità fortemente radicata nella tradizione matriarcale, espressa attraverso 3 diversi media – legno, web e carta – che si alterneranno nel tempo. Il punto di partenza è rappresentato dai ritratti di 48 donne ‘testimonial’ eseguiti dall’artista italiano Omar Galliani nell’opera monumentale “The Russian Soul”, realizzata con la tecnica del disegno a matita e grafite su pannelli di pioppo, per creare un “volto-collage” di 3x16mt.
In linea con la teoria dell’identità sociale e dei diversi contesti che modellano il pensiero individuale moderno, il 2011 – Anno della Cultura Russa in Italia -, diventa l’occasione per esplorare le dinamiche di una realtà profondamente evoluta su rapporti e sentimenti familiari, storici e nazionali; dove le donne russe e il loro ruolo definito all’interno della società, caratterizzano, appunto, “l’altro volto” (come “l’altra metà del cielo” citata da Mao Tse-Tung) che ispira un intero concetto d’arte basato sulla partecipazione, sulla verità corale e sull’eternità della memoria. Nella sua più profonda essenza, The Russian Soul rappresenta un generoso tributo di tutte le donne russe alle proprie origini e alla memoria di un’eredità e di una storia intramontabile. Da guardare e ascoltare…colma di esperienze e capace di sussurrare preziosi insegnamenti.
The other side of Russia è un progetto che parla delle donne Russe, riunendole in un coro capace di far arrivare la loro voce lontano, oltre il confine, per ricordare, per mantenere la consapevolezza di come siamo. Donne solide, per cui volere è potere, che conservano tradizioni di grande qualità, che non hanno mai smesso di sentire e ascoltare le esperienze tramandate dalle madri, non come un’eredità fuori dal tempo, ma come un insegnamento profondo e continuo”.
Uno degli effetti del periodo socialista è stato, infatti, quello di selezionare le migliori menti del paese senza discriminazione di genere, portando le donne ad occupare di diritto le più alte cariche e posizioni all’interno del panorama manageriale e professionale degli ultimi ottant’anni.
È dal passato, dai legami tra babushka/madre e prababushka/nonna, dall’intramontabile tradizione culturale di un popolo che ancora oggi rimane spesso in bilico tra realtà e percezione esterna, che si spiegano le dinamiche e le spinte al cambiamento innescate da una nuova generazione di donne: colte, audaci e sicure protagoniste del tempo moderno, proiettate verso il futuro ma saldamente ancorate agli insegnamenti delle loro genitrici e antenate.
The other side of Russia non è dunque solo un’opera d’arte, ma un insieme di azioni necessarie per amplificare la voce che esce dal silenzio del pregiudizio e della percezione anacronistica della figura femminile nella Russia contemporanea, svelando, attraverso i profili delle donne ritratte, l’anima profonda e il vero volto di chi contribuisce a traghettare la Russia nel futuro, attraverso il più prezioso legame con il passato.
The other side of Russia è una storia nella storia, una produzione artistica dal carattere narrativo e socio- culturale in cui il soggetto, in prima battuta, non è l’art-object fine a se stesso ma l’esperienza della creazione e della partecipazione attiva, dall’inizio alla fine.

Il mezzo deputato a raccontare la storia non è, infatti, solo l’arte – dimensione spesso autoreferenziale-, ma una forma di comunicazione in-progress che trasgredisce i canoni classici della produzione artistica per aprirsi alle nuove frontiere della partecipazione, grazie all’interazione digitale con i social media. L’arte in equilibrio tra il passato della visione artistica rinascimentale e il presente della tecnologia globale.
Oltre alla ricerca dei 40 volti delle ‘grand dames’ ritratte, scoperte da Leonardo Rotatori in due anni di ricerche e incontri sul territorio, per permettere una partecipazione più ampia e collettiva è stata infatti creata la piattaforma www.faceandsoul.ru. Su questo canale dedicato, tra giugno e ottobre, migliaia di persone in tutta la Russia offriranno un loro profilo completo di fotografia testimoniando la propria partecipazione alla costruzione dell’opera e diffondendo il passaparola per la crescita di una comunità che ha raggiunto, grazie a Internet, non solo le grandi città ma anche i piccoli centri e i villaggi di provincia. Dalle migliaia di immagini pervenute, i curatori, i partner coinvolti, e infine il pubblico, selezioneranno 100 immagini di cui Omar Galliani farà la scelta finale delle testimoni da ritrarre sugli ultimi 8 nuovi pannelli dell’opera, che si uniranno ai 40 già realizzati per l’installazione presente alla Biennale di Mosca.
Da spettatori a testimoni. Tutte le immagini raccolte, anch’esse parte dell’art-work, selezionate secondo criteri di località, età, status e livelli di connessione reciproci basati sulla teoria dei “sei gradi di separazione”, saranno pubblicate nel libro in edizione limitata “From A to JA. Experience Book”, pubblicato dalla Mazzotta Art Selection Russia.
Un archivio visivo di ciò che rimarrà nel tempo quale memoria di questa esperienza unica e senza fine.
L’OPERA
THE RUSSIAN SOUL
Installation work-in-progress 2011, pencil on board, 3×16 mt
 
L’artista contemporaneo chiamato a realizzare “The Russian Soul” è Omar Galliani, esponente dell’eccellenza Rinascimentale italiana della tecnica del disegno, riletta al presente; un artista straniero che enfatizza ulteriormente il carattere di assoluta verità e testimonianza dell’opera.
A lui è stato affidato il compito di realizzare il monumento orizzontale che, unendo i volti delle protagoniste in un gigantesco ritratto a matita e grafite su pannelli di legno, scandisce metaforicamente il fluire del tempo attraverso le generazioni raffigurate e le città in cui l’art-object si muove itinerante.
Omar Galliani è considerato un Leonardo contemporaneo, tra i pochi ad essere esposto e acquisito nella collezione degli Uffizi di Firenze, ritenuto da Leonardo Rotatori e Victoria Saava il giusto filo di unione tra la storia artistica del glorioso passato italiano e il presente di un paese in rapido cambiamento come la Russia.
Galliani ha trasmesso la sua incredibile esperienza e attenzione nel cogliere l’anima delle testimonial e del progetto nella sua interezza: l’artista è stato, infatti, filmato mentre lavorava ai ritratti, e ogni testimonianza video è stata inviata alle rispettive protagoniste per creare un dialogo quotidiano a distanza fatto di parole, gesti e pensieri tra Artista e Soggetto.
Tutte le testimoni hanno posato per Galliani scoprendo la propria immagine (“the face and the soul”), ritratta su pannelli indipendenti che, una volta assemblati, costituiranno il disegno più grande del mondo.
Un monumento “sui generis”, una pala gigante di legno formata, in fine, dai ritratti di 48 donne che rappresentano il cuore della tradizione, della società e della cultura russa contemporanea.
Il lavoro è un’immensa memoria di ciò che un tempo era personale, privato, e ora, attraverso l’arte, diventa collettivo e condivisibile, conversando continuamente con il territorio e interagendo costantemente con il pubblico in ogni sua fase. Un art-work fatto di incontri, dialoghi, video e disegni, sublimato nell’installazione finale che trasmette tutta la teatralità di un coinvolgimento moderno, reale e al tempo stesso rinascimentale poiché l’artista, come nelle commissioni di un tempo, ha realizzato un disegno preliminare per raccogliere tutti i dati utili alla produzione di un ritratto epocale nella Storia dell’Arte.

Dopo l’esposizione alla K35 Gallery durante la IV Biennale di Mosca la gigantesca pala, di nuovo in Russia, sarà smembrata e ciascuna delle 48 donne ritratte potrà tenere il proprio pannello/opera, diventando custode della memoria ed entrando così nella storia dell’arte.
L’opera, prima sviluppata attraverso le città e i villaggi della Russia e poi esposta in uno splendido palazzo settecentesco italiano, terminerà la sua esistenza fisica proprio la dove è cominciata, lasciando traccia della vera “Russian Soul” per lungo tempo, attraverso il libro e il film.
Quando il progetto sembra finire, emerge l’aspetto più interessante e innovativo: l’opera d’arte non c’è più.

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In the Press

Exibart, L’altra metà del cielo russo in 48 ritratti, 27/06/2011

Marieclaire, Intervista a Omar Galliani, Marta Stella, 05/07/2011

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